Storie di cucina: l’ortica nell’antichità

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L’ortica nell’antichità era già nota per le sue proprietà: scopriamo questa pianta particolare.

L’ortica nell’antichità era già nota per le sue proprietà curative. L’Urtica dioica è una pianta erbacea perenne, nativa dell’Europa, dell’Asia, del Nord Africa e del Nord America, ed è la più conosciuta e diffusa del genere Urtica. Possiede peli che, quando si rompono, rilasciano un fluido che causa bruciore e prurito.

Nei secoli passati molte culture utilizzavano questa erbacea perenne per vari scopi: curativi, alimentari, esorcismi e desideri sessuali. Si, proprio il desiderio e la magia hanno dato un potere in più all’Ortica, visto la sua posizione scomoda non tanto tollerata dalla gente per via della sua caratteristica orticante.

I greci si cibavano dell’Ortica e ne utilizzavano anche il seme che incrementa le prestazioni sessuali. Anche nelle culture celtiche si utilizzava sotto forma di zuppa per le sue proprietà riproduttive e si narra che si rendeva grazie agli Dei, per la fertilità sessuale e per la fertilità della Terra.

Abbiamo svariate testimonianze per conoscere l’ortica nell’antichità. Si narra, ad esempio, che Giulio Cesare sfruttasse il potere urticante di questa pianta per mantenere svegli e vigili i suoi soldati durante le lunghe guardie notturne in territori ostili.

I primi tessuti realizzati con fibre d’ortica risalgono almeno alla tarda Età del Bronzo, periodo in cui furono probabilmente individuate anche le proprietà medicinali di questa pianta. Le fibre di ortica potevano essere utilizzate come il cotone o il lino, lavorate fino a renderle relativamente sottili e soffici oppure colorate per immersione. Erano fibre sufficientemente resistenti per realizzare anche buon sartiame, funi da lavoro e reti da pesca.

Nell’Antico Egitto gli infusi di ortica erano impiegati per alleviare i dolori dell’artrite e si praticava ciò che viene definita “orticazione”: flagellandosi con un fusto fresco d’ ortica si tentava di curare il tifo, il colera e i reumatismi cronici. L’orticazione fu una pratica relativamente comune in altre culture del mondo, come alcune popolazioni native nordamericane.

Ippocrate e i suoi seguaci registrarono ben 61 utilizzi medicinali dell’ ortica; dopo di lui, Galeno consigliò l’ortica come “diuretico e lassativo, per i morsi di cane, per le ferite in cancrena, gonfiori, sanguinamenti del naso, mestruazioni eccessive, malattie della milza, polmonite, asma e vesciche alla bocca”.

Anche in tempi più recenti si tramandano detti e leggende su questa erba. Per gli scozzesi l’Ortica cresceva sul sangue versato dai morti in battaglia e sempre nella vecchia Gran Bretagna, le Giubbe Rosse Inglesi credevano che dietro questa erba si nascondessero esseri soprannaturali, protetti dagli aculei dell’Ortica.

Grazie alla clorofilla contenuta in grande quantità, l’ortica può servire da colorante per tessuti: le foglie tingono di verde mentre le radici di giallo. Veniva inoltre battuta e sfibrata per tessere stoffe (ramia) simili alla canapa o al lino.

Oggi questa tecnica è ancora utilizzata in Asia Settentrionale da alcune popolazioni che vivono seguendo lo stile di vita tradizionale dei loro antenati: in Siberia, gli Ostiachi ricavano dall’ortica una tela verde estremamente resistente che utilizzano come sostituto delle pelli animali. Le uniformi tedesche della Seconda Guerra Mondiale, ad esempio, erano in buona parte (circa 85%) intessute sfruttando fibre di ortica a causa della difficoltà nell’ottenere cotone. Le ortiche europee, grazie al clima in cui crescono, sono in grado di produrre una quantità di fibre pari a quella ottenibile dal lino.

La pianta è ricca di vitamina C, azoto e ferro. Le proprietà benefiche delle foglie sono moltissime: è antianemica, rimineralizzante, ricostituente, tonica, depurativa, antinfiammatoria, anticalvizie, ha proprietà antiflogistiche e diuretiche.

L’ortica nell’antichità, in particolare la radice, era utilizzata come pianta medicinale dai Greci per le proprietà antidiarroiche, diuretiche, cardiotoniche e antianemiche. Nel Medioevo si utilizzava per curare gotta e reumatismi e ancora oggi viene impiegata nella medicina tradizionale austriaca per il trattamento di malattie del tratto gastrointestinale e per l’influenza.

Nel prossimo post, con le piante raccolte in natura dalla nostra Sylvie, lo Chef Mauro Trocca vi proporrà 2 ricette semplici e gustose con protagonista la nostra amica ortica.

A cura de il NETWORK | foto Ezio Bocci

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