L’indimenticabile Trilussa e “Er coco del Re”

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Sfogliando una dimenticata e antica cartella piena di vecchi ritagli di giornale che mio nonno amava conservare, è uscita fuori questa poesia di Trilussa – Er coco del re – che, in questo periodo di incertezze, ci sembra adatto proporre e dedicare ai nostri amici cuochi. Trilussa dipinge ritratti di personaggi noti e meno noti con l’ironia, l’arguzia, lo spirito tipico del popolino romano. Creando dei modelli nei quali ancora oggi è facile riscontrare virtù e vizi dei caratteri moderni. Il ritmo della poesia e la sua tessitura espressiva la rendono un cavallo di battaglia per molti attori romani che si cimentano con le poesie di Trilussa. Fra questi ricordiamo Aldo Fabrizi, Renato Rascel e Ubaldo Lay. Trilussapseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri è stato un poetascrittore e giornalista italiano, particolarmente noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.(E.B.)

Er coco del Re

Dopo li primi scoppi de le bombe
sur tetto der palazzo, appena intese
l’aria sgaggiante de la Marsijese
ch’esciva finarmente da le trombe,
er Re diventò pallido e scappò.
Addio lista civile! Addio bandiera!
De tanti magnapane a tradimento
nun ce fu un cane che je disse: spera.
Nun ce fu un cane che l’incoraggiò!
Scapporno tutti. Nun resto ch’er Coco
fermo, davanti ar foco der fornello
nun ce restò che quello! Troppo poco!
Anzi, la sera, er Presidente stesso
de la nova Repubblica je fece:
– E tu nun sei scappato? Me fa spece!
Io me pensavo che j’annavi appresso…
– Ah, mai! – rispose er Coco – nun potrei!
Io resto ar posto de combattimento,
convinto che, levato er condimento,
come magnava er Re magnerà lei.
Sotto ar tiranno ch’è scappato via
facevo er pollo co’ la pasta frolla,
e adesso lo farò co la cipolla
pe’ fa’ contenta la Democrazzia…
Trilussa

A cura de il NETWORK

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