La tradizione del fritto nel menù di nozze

È una piacevolissima tradizione quella di inserire “qualcosa di fritto” nel menù del pranzo di nozze. Perché piace più o meno a tutti, perché spesso appare negli antipasti, quando l’appetito si fa sentire di più. E perché può essere servito in “cuoppi” di carta paglia, barchette di bambù, piattini di design e tanti altri modi. Con due importanti scuole di pensiero: fritto con pastella o senza? Le opportunità offerte dal fritto dipendono anche da quali alimenti friggere.

Deliziosi frittini serviti come finger food

Il fritto all’italiana

Il cosiddetto fritto all’italianaIl cosiddetto fritto all’italiana è soprattutto di verdure e ortaggi, con zucchine e altre sfiziosità tagliate alla julienne, ideale per vegetariani e vegani. È squisita anche la “fritturina” di paranza che vede calamari, moscardini e gamberetti nel ruolo di protagonisti croccanti e gustosi. Non è finita: supplì diversi (ragù, arrabbiata, cacio e pepe e chi più ne inventa più ne metta), crocchette di patate e olive ascolane. Viene voglia di degustarle anche solo a scriverne!

Tante soluzioni per offrire il fritto, le più preferite: “cuoppi” e barchette di bambù

Nel catering per matrimonio ai Castelli Romani

Roma e il Lazio vantano una storia antica in tema di fritto, nell’antichità si friggeva soprattutto con il lardo, sostituito poi dal più leggero olio d’oliva. A proposito: olio EVO o di semi? E tra questi, preferite per caso anche voi quello di arachidi? Parlavamo di storia, la più recente è testimoniata da diverse stampe ottocentesche di Bartolomeo Pinelli che tanto costume romanesco hanno portato fino a noi. Il fritto in realtà è molto amato in tutta Italia con grande preferenza al Sud.

Un’immagine che da sola mette già appetito

Quattuor Tempora

Sappiamo che il pesce fritto porta fortuna in Sicilia, meno nota è l’origine del fritto giapponese: il tempura. Un’ipotesi storica accreditata vede coloni e missionari cattolici portoghesi nelle colonie nipponiche astenersi dal mangiare carne per alcuni giorni all’inizio di ogni stagione. In questi periodi mangiavano soprattutto verdura e pesce, preparati in frittura. Le quattro stagioni erano chiamate in latino Quattuor Tempora, da cui molto probabilmente il nome Tempura. Farina di riso e acqua frizzante fredda sono tipiche di questo stile di frittura.

La zucchina per gusto e consistenza è un ottimo vegetale da friggere tagliato “alla Julienne” o farcito con mozzarella e alici

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini  | foto Ezio Bocci

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